Sicurezza e decoro: le grandi città italiane non possono essere lasciate sole

La sicurezza urbana è fondamentale per la qualità della vita, l’attrattività economica e la fiducia dei cittadini. Tuttavia, le grandi città italiane stanno affrontando una crescente crisi legata alla criminalità e al degrado urbano.

Episodi di violenza, come quelli che coinvolgono tassisti e cittadini, non sono solo eventi isolati: minano la percezione di sicurezza e la reputazione delle città. A Milano, il recente obbligo per alcune nuove licenze taxi di operare esclusivamente di notte, senza adeguato supporto o formazione, dimostra una scarsa attenzione alle reali difficoltà del settore.

Ma la sicurezza non è solo un problema di Milano. Roma, Bologna, Bari, Genova, Napoli, Torino, Verona e tante altre città italiane affrontano sfide simili. Prefetture, Questure e amministrazioni locali devono agire insieme per garantire presidi efficaci nei luoghi e negli orari più critici. Non bastano dichiarazioni: servono azioni concrete e coordinate.

Una città sicura è anche una città vivibile, capace di attrarre turisti e investitori. I tassisti, spesso il primo volto che i visitatori incontrano, meritano condizioni di lavoro dignitose e sicure. Garantire la loro sicurezza significa proteggere l’immagine stessa delle città italiane.

Milano, capitale economica, e Roma, capitale politica, insieme alle altre grandi città, rappresentano un patrimonio che non può essere lasciato al caso. Le istituzioni devono dimostrare responsabilità con interventi concreti, perché proteggere chi vive e lavora nelle città è un investimento nel futuro del Paese.
 
Non possiamo più accettare l’indifferenza: servono risposte, e servono adesso.
 
Il Direttivo di ConsulTaxi
Alessandro Casotto, Presidente
 
 
 

Sindacati taxi, dopo sentenza Consulta concludere riforma settore

ROMA (ANSA) – ROMA, 22 LUG – “La recente sentenza della Corte Costituzionale con la quale si cancella il blocco temporaneo di nuovi bandi per il rilascio di autorizzazioni di noleggio, deve rappresentare un forte stimolo alla conclusione del processo di riforma del settore, iniziato nel 2019 e non ancora concluso”. È quanto dichiarano in una nota Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Satam, Tam, Claai, Unione Artigiani, Ati taxi, Unione Tassisti d’Italia, Uritaxi, Unica taxi Cgil, Fast Confsal taxi, Confartigianato Taxi, Cna Fita Taxi, Legacoop Produzione e Servizi, ConsulTaxi, Associazione Tutela Legale Taxi. “Vorremmo infatti ricordare che il blocco del rilascio di nuove autorizzazioni di noleggio da rimessa, precedentemente ritenuto legittimo nella sentenza n.56/2020 della Consulta, avrebbe dovuto avere una durata temporale di un anno – aggiungono – il tempo strettamente necessario ad istituire il registro elettronico nazionale nazionale, con il quale poter quantificare il reale ed effettivo numero di operatori del comparto Taxi ed Ncc presenti nel nostro paese, dato ad oggi ancora totalmente sconosciuto. Nelle ultime settimane, dopo un disinteresse durato più di cinque anni da parte di diversi governi, l’esecutivo attualmente in carica ha provveduto finalmente ad ad istituire il registro elettronico nazionale, sbloccando di fatto questa situazione che si protraeva da troppo tempo, lavorando in parallelo anche alla contestuale approvazione dei rimanenti decreti previsti dalla legge 12/2019. Per questa ragione – concludono – attendiamo nei prossimo giorni il varo del Dpcm di disciplina delle piattaforme tecnologiche e il decreto ministeriale sul foglio di servizio elettronico, per chiudere in un contesto di regole certe quanto previsto dalla legge 12/2019 per il settore”. (ANSA). 
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